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COLLETTIVO GENET

In ecologia, il genet è un organismo che inizia la propria vita come zigote unicellulare e che darà poi origine ad un organismo modulare che si accresce fino a formare una struttura ramificata, complessa e difficilmente prevedibile. Ogni modulo da solo non può condurre un’esistenza indipendente.

MANIFESTO

  1. Usiamo la fotografia per esplorare il mondo, come strumento per costruire nuove connessioni e condividere le nostre scoperte.
  2. Generiamo immagini intersecando discipline diverse, attingendo da interessi, esperienze e distrazioni (il caos è nostro alleato).
  3. Un buon processo creativo è sempre sostenibile: per chi crea, per chi è coinvolto e per il contesto nel quale si svolge.
  4. Il consenso è la base di ogni nostra pratica.
  5. Crediamo nella dimensione comunitaria del nostro lavoro, nel riconoscere le influenze reciproche di una pratica situata in un contesto preciso. Siamo presenti e ricerchiamo la contaminazione.
  6. Riconosciamo l’importanza delle reti di relazioni in ottica non antropocentrica.
  7. Celebriamo il processo senza forzare il risultato.
  8. Non ci scordiamo delle pause. La merenda è parte del processo creativo.
  9. Accettiamo e proteggiamo la vulnerabilità.
  10. Sosteniamo la gentilezza dei modi e dello sguardo.
  11. Abitiamo la dimensione del gioco: uno spazio di sperimentazione per poter esplorare con occhi nuovi le istanze del nostro lavoro.
  12. Ci prendiamo la responsabilità della restituzione del lavoro e del processo in una forma il più possibile accessibile e adeguata al contesto in cui verrà situato.

MANIFESTO

  1. Usiamo la fotografia per esplorare il mondo, come strumento per costruire nuove connessioni e condividere le nostre scoperte.
  2. Generiamo immagini intersecando discipline diverse, attingendo da interessi, esperienze e distrazioni (il caos è nostro alleato).
  3. Un buon processo creativo è sempre sostenibile: per chi crea, per chi è coinvolto e per il contesto nel quale si svolge.
  4. Il consenso è la base di ogni nostra pratica.
  5. Crediamo nella dimensione comunitaria del nostro lavoro, nel riconoscere le influenze reciproche di una pratica situata in un contesto preciso. Siamo presenti e ricerchiamo la contaminazione.
  6. Riconosciamo l’importanza delle reti di relazioni in ottica non antropocentrica.
  7. Celebriamo il processo senza forzare il risultato.
  8. Non ci scordiamo delle pause. La merenda è parte del processo creativo.
  9. Accettiamo e proteggiamo la vulnerabilità.
  10. Sosteniamo la gentilezza dei modi e dello sguardo.
  11. Abitiamo la dimensione del gioco: uno spazio di sperimentazione per poter esplorare con occhi nuovi le istanze del nostro lavoro.
  12. Ci prendiamo la responsabilità della restituzione del lavoro e del processo in una forma il più possibile accessibile e adeguata al contesto in cui verrà situato.

COLLETTIVO GENET

Un Erbario raccolto camminando sui bordi dei sentieri fatto di piante che vivono sul limitare. Il conservare memoria seccando, premendo, disegnando e fotografando quello che vive tra il quel che c’era prima e quel che ci sarà poi.

Incontri e contaminazioni.
Frammentazione, decomposizione e collaborazione nell’incontro con partner microscopici. Le radici degli alberi e il tempo come strumenti artistici.

Significati inediti, presenze e manifestazioni insolite. Atti e immaginari che si staccano dal quotidiano in una dimensione che unisce luoghi e percezioni soggettive. Il bosco urbano come relazione tra spazio pubblico e comunità.